Notizie recenti e rilevanti del mondo NPL 17 Febbraio 2019 – shock e sorprese a go-go!

Signorissimi e signorissime, fatevi questa domanda: nell’ottica di “essere sul pezzo” (o, detto con un pizzico di professionalità, tenersi allineati con le ultime evoluzioni), cosa ci sarebbe di importante da leggere sugli NPL in un dato istante?

Chi è il creditore che ha più sofferenze in pancia?

Quali affari / spostamenti sono in corso tra banche e servicer?

Quanto è ancora grosso il bacino di NPL in Italia?

O forse la domanda che ti fai ogni secondo è se TU avrai l’opportunità di investire..

Beh, a questa domanda il mondo là fuori non ti darà mai un “si” definitivo.

Anzi, farebbe addirittura il possibile per allontanarti e farti credere che non c’è spazio per i piccoli.

Se è questo il caso, ho una buona notizia per te: ho fatto spazio io, e ti assicuro che farò investire anche e sopratutto A TE.

Avendo rimosso questo ostacolo e preoccupazione, torniamo alla domanda originale..

Permettimi di darti la mia. In generale, di importante da leggere sugli NPL in un dato istante è tutto quello che:

  1. è nuovo (ergo notizia)
  2. è rilevante

Perché l’unico modo per essere cento per cento sul pezzo è quello di non trascurare nulla e non sottovalutare niente.

E’ proprio uno dei pilastri degli investimenti di successo!

A tal fine ho ideato gli articoli “Notizie recenti e rilevanti del mondo NPL”, che appariranno periodicamente.

Non ti preoccupare, andando avanti vedrai altresi, come sempre, nuovi contenuti informativi e utili come guide, segreti del dietro le quinte delle operazioni NPL, curiosità e altro ancora.

Perché ci tengo a divulgare A TE tutto il possibile.

Questo è il primo articolo che raccoglie un insieme di notizie (ovviamente non è la prima volta che trovi notizie sulla gazzetta, ma mai in questo formato), e per questa ragione mi permetto di.. barare 🙂

Nel concreto ti mostrerò alcune notizie di qualche settimana o mese fa (sono ancora notizie? tecnicamente forse no).

MA – e questo è un ma di grande conto – sono notizie più rilevanti che mai e ancora valide oggi.

Diciamo che per iniziare ho voluto pitturare per te un quadro comprendente cose che importano a prescindere dalla data di nascita.

Una raccolta preparata senza guardare “l’origine temporale” ma solo la validità.

Dai, senza ulteriori indugi, eccoti le notizie che vorrei farti presente in questa puntata!

“NPL, ecco la mappa: quanti sono e quanti ne hanno le banche”

mappa NPL

Cosi s’intitola un articolo pubblicato da firstonline.info; Firstonline non è la fonte più famosa nella finanza, ma quanto sotto è accurato e validato dal settore.

Di fatto Firstonline a sua volta ha recuperato le informazioni riportate da Banca IFIS, un attore molto importante nel panorama NPL italiano.

IFIS è sia creditore, sia servicer, sia osservatore.

“Solo 5 miliardi sono stati finora recuperati – ha detto Bossi snocciolando alcuni numeri -, sul totale di 252 miliardi di sofferenze calcolate in Italia a luglio 2018, che sono la somma dei 127 miliardi lordi di Npl ancora a carico delle banche e dei 130 miliardi, sempre lordi, già venduti negli ultimi anni”. A fine anno, secondo le stime del Market Watch NPL di Banca IFIS, le sofferenze lorde ancora in carico alle banche italiane saranno 105 miliardi, praticamente la metà dei 200 miliardi del 2015. Tradotto in termini netti, saranno 35 contro i 90 di tre anni fa, e continueranno ad occupare circa la metà dei bilanci degli istituti di credito, contro il 31% del 2010, prima che esplodesse la crisi dei crediti deteriorati.

Ecco, questo è un chiaro reminder che nella foresta ci sono ancora tanti alberi da raccogliere. Alcuni sono già stati segati, ma ne restano tanti altri.

E comunque tra quelli tagliati, non stati ancora processati tutti.

Hai opportunità per investire? Si.

C’è tempo per farlo? Si.

Devi però sbrigarti, perché il successo non aspetta.

fonte: firstonline.info

“Banche in rivolta contro stretta creditizia: “meno risorse per la ripresa””

rivolta banche

Sull’ipotesi di inserire nella ‌legge di Bilancio ‌una stretta fiscale sul ‌ sistema creditizio:

[..] Ovvero una riduzione della deducibilità degli interessi passivi all’86% dall’attuale 100% (cioè quanto le banche pagano il denaro che prendono a prestito)  a cui si aggiungerebbe un allungamento su più anni delle perdite legate alla svalutazione dei crediti deteriorati.

Una prospettiva che, secondo l’Abi, più che un danno alle banche rischia di diventare un danno ai loro clienti. Soprattutto quelli futuri, che rischiano di vedersi erogato meno credito e a prezzi più alti.

Passando ad una delle mie sorgenti preferite – WallStreetItalia, che divulga liberamente i propri pezzi – salta fuori un’iniziativa che potenzialmente alimenta ulteriormente la nascita di NPL.

fonte: wallstreetitalia.com

“Nuova battuta d’arresto per i prezzi delle case: -1,4% nel III trim 2018”

freccia giu case

Invece dal punto di riferimento per agenti immobiliari arrivano a go-go rapporti su tutte le sfaccettature del mattone. Per esempio..

Il terzo trimestre si chiude con una nuova battuta d’arresto per le case di seconda mano in Italia, con una flessione dell’1,4% nei tre mesi e del 2,5% su base annua.

Il trend negativo dei valori porta il prezzo di richiesta a una media di 1.772 euro/m², ai minimi in oltre 7 anni di rilevazioni dell’ufficio studi di idealista.

Continua:

Il trend negativo dei valori immobiliari investe tutte le regioni italiane a eccezione di Basilicata (6%%), Molise (3,2%) e Calabria (0,5%). I ribassi percentuali più elevati si registrano in Friuli Venezia Giulia (3,3%), Lazio (-3%) e Valle d’Aosta (2,7%);
14 regioni segnano cali compresi tra il 2,5% dell’ Abruzzo e lo 0,5% delle Marche.

Se questo trend continua nel 2019, l’impatto potrebbe essere notevole. Vediamo come si evolve la situazione..

fonte: idealista.it

PS (si, a metà articolo): da qui puoi scaricare liberamente il report di idealista.

“Taglio alle detrazioni fiscali sui mutui nella manovra 2019: quali saranno le conseguenze?”

taglio detrazioni

“Ad oggi, interessi passivi e oneri accessori del mutuo sono scaricabili al 19% per un tetto massimo di 4 mila euro. Tuttavia, nella nuova legge di bilancio potrebbe essere compreso un taglio lineare del 2% dell’agevolazione fiscale, anche se non è ancora chiaro se si limiterà ai nuovi contratti o verrà esteso a tutti. Non si tratta comunque certo di una buona notizia per chi intende accendere un contratto di mutuo in questi giorni, né per i circa 4 milioni di italiani che ad oggi utilizzano la detrazione.”

Idealista menziona inoltre come la modifica “non allontana di certo le famiglie dal sogno di acquistare la loro prima casa”.

Vero, siamo un popolo di persone che muovono monti per acquistare casa. Infatti siamo lo stato con la percentuale più alta di possessori di case.

Ormai tutti comprano, ad oggi anche solo per l’universale riprova sociale.

Per non parlare delle agevolazioni fiscali..

Si, chi ha compra una prima casa almeno, ha una riduzione sull’imposta di registro se acquista da un privato o sull’IVA se acquista da un’impresa.

Inoltre non deve pagare imposta di bollo, tasse ipotecarie varie, tributi catastali.

Comunque, questo taglio alle detrazioni di cui parla la notizia frena un po’ le ruote del carro di chi fa mutuo per comprare casa, e potrebbe essere l’ennesimo fattore che contribuisce alla generazione di nuovi NPL.

fonte: idealista.it

“Aumento dello spread, quali sono le conseguenze sui mutui?”

aumento spread conseguenze mutui

Cosa c’entra lo spread con gli NPL, ti chiederai.

Ebbene c’entra pure questo, perché – spiegano diverse figure importanti nella finanza, cosi come il redattore di idealista – basta poco per mandare psicologicamente in crisi le persone.

Quindi metto sotto la lente questo per illustrarti come cose di poco conto ed apparentemente non correlate possono incidere sui prestiti in generale, sui mutui nello specifico e di riflesso anche sui (futuri) NPL che si verranno a creare:

I movimenti del mercato della scorsa settimana, dovuti all’incertezza sulla manovra 2019, hanno creato qualche preoccupazione: borsa giù, spread su, e la paura di un impatto anche su mutui e finanziamenti è tornata a fare capolino.

fonte: idealista.it

“Oltre 73 mld di transazioni su Npl da inizio anno. E in arrivo ce ne sono altri 33”

miliardi NPL

Già nel “lontano” settembre 2018, Bebeez anticipava nuovi affari stellari lato cessione di NPL:

Ha superato i 73 miliardi di euro il valore lordo delle cessioni di crediti deteriorati annunciate sul mercato italiano quest’anno. Emerge dal database di BeBeez, considerando nel conto anche i 18 miliardi di crediti deteriorati che sono stati trasferiti dalle due banche venete alla SGA e la mega cartolarizzazione da 24,1 miliardi di Mps.

Mentre si calcola che ci siano ancora in arrivo entro fine anno operazioni per poco meno di 33 miliardi.

Eh-la-Madonna!

Oddio, io e te abbiamo una certa intimità con numeri di questo tipo: affari assurdamente complessi sono all’ordine del giorno, e io te ne ho parlato ampiamente qui sulla gazzetta.

Più che altro ti volevo dire che senza ombra di dubbio QUESTO TREND CONTINUA, poiché le banche sono sorvegliate da enti che hanno dato loro degli ultimatum per smaltire NPL (perlatro, il governo le aiuta con certe iniziative).

Ecco, hanno creato dei nastri automatici che fanno uscire gli NPL dai loro bilanci come le bottiglie di Coca Cola dalla fabbrica: 389534874654 al minuto!

fonte: bebeez.it

“Crediti deteriorati nel 2018 deal per quasi 100 mld. In arrivo operazioni per altri 25 mld”

miliardi miliardi NPL

Ok, ok, siamo a Febbraio 2019. Si riesce a tirare le somme?

Ha superato i 98 miliardi di euro il valore lordo delle cessioni di crediti deteriorati annunciate sul mercato italiano nel 2018. Emerge dal database di BeBeez, considerando nel conto anche i 18 miliardi di crediti deteriorati che sono stati trasferiti dalle due banche venete alla SGA e la mega cartolarizzazione da 24,1 miliardi di Mps.

Et voilà! Cosi siamo arrivati alla bella quota di quasi 100 miliardi.

Let the party continue!

Come se certi numeri da capogiro non bastassero, BeBeez piazza un’altra bella bomba:

Il tutto mentre sono già in arrivo nel 2019 operazioni per almeno oltre 25 miliardi

Ma pensa! Chi l’avrebbe mai detto!

Erm, lo profetizzavo io tranquillamente l’anno scorso (fammela tirare un po’).

fonte: bebeez.it

“Gacs, il governo studia nuove norme ed estensione agli unlikely to pay”

GACS aiuto

Un’ultima notizia da BeeBeez ti faccio vedere, relativa alla famosa GACS – l’iniziativa che dicevo prima del governo.

L’acronimo sta per GAranzia per la Cartolarizzazione delle Sofferenze. GACS punta ad aiutare i creditori a cedere gli NPL per fare piazza pulita una volta per tutte (ci metteranno ancora un po’ per sbarazzarsene, però ripeto.. non aspettare che altrimenti ti troverai a stare con le mani in mano).

“A livello nazionale è necessario proseguire con l’azione di rafforzamento del sistema e di riduzione dei crediti deteriorati intrapresa dal sistema bancario italiano. (…) E’ necessario consolidare e rafforzare i miglioramenti sinora conseguiti. Si valuterà la possibilità di introdurre una nuova normativa relativa alle GACS (quella vigente verrà a scadenza nel marzo 2019), verificando anche la fattibilità tecnica dell’estensione alle cartolarizzazioni dei crediti classificati come inadempienze probabili. L’interlocuzione con la Commissione Europea inizierà nell’ultimo trimestre 2018, al fine di concordare le caratteristiche del meccanismo, per evitare la qualificazione come misura di aiuto di stato”.

Quello che vuole farti capire BeBeez sul discorso GACS è che tutti, dalla Banca Centrale Europea al governo italiano, vogliono spingere il più possibile il sistema bancaria a rimediare.

I grossi volumi di crediti deteriorati sono una piaga per il sistema e un oceano di opportunità per investitori..

fonte: bebeez.it

C’è un’ultima cosa che ho sottomano..

Fatica NPL

No, questo non è il titolo di un altro articolo, ma ci scommetto soldi che ti piacerà molto quello sotto. Dai un occhio:

E’ un bellissimo articolo dell’edizione cartacea del Sole 24 Ore, la mia fonte preferita di notizie e informazioni sulla finanza.

Non ti posso dare quindi un link diretto alla pagina web, ma ti spiego di cosa parla..

Tutti questi servicer mega colossali che prendono grandi pacchetti di NPL dalle banche non è che poi hanno dissipato tutti i crediti comprati. Neanche per sogno.

La situazione è complicata, ma facciamo un passetto indietro.

Le cose non sono facili da gestire (strano, eh?).

La fuori c’è una marea di debitori nella cacca si, ma per assurdo esistono anche situazioni in cui i debitori cercano di rimediare ed estinguere i loro debiti ma non riescono a parlare coi creditori (!).

Succede sicuramente quando un creditore è particolarmente incasinato e fatica a seguire casi singoli (per citare un motivo.

Al tempo stesso nei tribunali, delle volte i giudici annullano pignoramenti (esecuzioni forzate) perché non stati pagati i contributi dal gestore del non-performing loan.

Questo perché sebbene le banche hanno già venduto NPL come se non ci fosse un domani, ma i gestori che li hanno comprati non hanno necessariamente un processo snello per poi occuparsene in maniera efficace.

Il Sole scrive:

[..] le banche hanno venduto grandi quantità di Npl (oltre 100 miliardi in pochi anni), ma i soggetti che li hanno comprati troppo spesso non sono dotati di strutture adeguate per gestirli. Gli istituti di credito avranno insomma alleggerito i loro bilanci, ma il nodo dei crediti deteriorati è tutt’altro che sciolto. È stato solo spostato. E considerando che dietro i crediti in sofferenza (chiamati freddamente Npl) ci sono famiglie, imprese e persone, qualche domanda bisogna porsela: questa massa di prestiti deteriorati è davvero finita in buone mani? Bastano pochi numeri, elaborati dal Sole 24 Ore, per farsi venire qualche dubbio: i primi sette servicer non bancari che operano in Italia (si chiamano così le società che materialmente lavorano sul recupero dei crediti deteriorati per conto degli investitori che li hanno comprati dalle banche) da fine 2016 a fine 2018 hanno visto crescere il carico di lavoro del 73%, ma hanno aumentato l’organico solo del 21%. Hanno cioè quasi raddoppiato gli Npl da gestire (da 139 miliardi a fine 2016 a 241 a fine 2018), ma hanno solo lievemente incrementato il personale incaricato di farlo. [..]

Capito?

Ora queste strutture devono in qualche modo ottimizzare la gestione e qui ENTRI IN GIOCO TU, come investitore finale.

Come detto ripetutamente, hai l’opportunità di investire alla grande e approfittare di questo contesto: gli attori che devono eliminare gli NPL dal sistema bancario hanno disperatamente bisogno di persone o società disposte a investire, di modo che per ogni singolo NPL viene venduto il relativo immobile e il credito smette di esistere… mentre tu intaschi ricavi galattici!

Al tuo successo,
Dottor NPL.


logo Dottor NPL Dottor NPL è il primo e unico esperto sugli investimenti immobiliari NPL in Italia per privati, creatore del metodo più avanzato e redditizio NPL Advanced, nonché autore di "Come investire in NPL",  il libro di riferimento sull'argomento.

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