Notizie recenti e rilevanti del mondo NPL 19 Maggio 2019 – perdite di tempo, disperazione, amore, odio, chi più ne ha più ne metta

Leggi le notizie recenti e rilevanti del mondo NPL 19 Maggio 2019.

 

Vuoi avere più soldi?

No, senza fare un secondo lavoro o tribolare giorno e notte con un’altra attività.

Semplicemente gonfiare il tuo portafoglio, ingrandire le tue tasche e riempirle per bene.

Beh, la soluzione già ce l’hai.

Tutttavia, ti piace anche essere allineato con l’evoluzione dell’ecosistema, conoscere gli ultimi mutamenti, assorbire un po’ di gossip..

Bene, seguendo la gazzetta hai un servizio completo da parte mia; eccoti anche questo mese il tuo consueto rifornimento di news.

Buona lettura..

OHHH CHE NOTIZIA! PROPRIO DEGNA PER LA COLLEZIONE NPL 19 MAGGIO 2019..

Che notizia

Permettimi di iniziare con questa, non è strettamente legata all’immobiliare ma per assurdo mette in evidenza una cosa molto ironica per quanto importante..

Inizia cosi:

“I conti deposito possono essere un’alternativa interessante per l’investitore ormai deluso dagli interessi – pressoché inesistenti – sul conto corrente. “

Già dopo il primo periodo mi inc***o come un lanzichenecco!

Come diavolo si fa a definire investitore quello che pensa agli interessi di un conto corrente?

Il conto corrente è un prodotto progettato per far guadagnare la banca, quando mai gli interessi hanno superato i costi di apertura, le spese di tenuta conto o anche solo l’imposta di bollo?

Ma per favore!

La notizia continua proponendo di valutare conti deposito, dando una panoramica sul mercato e sui tassi più appetibili. L’aggettivo andrebbe scritto tra virgolette..

“La forchetta, nel dettaglio, va dallo 0,22% all’1,1% netto. Alcune banche come Creval e Widiba, inoltre, offrono promozioni temporanee che garantiscono interessi maggiorati. Altre ancora, come Banca privata leasing, offre soluzioni “Comfort” che non applicano penalità ai risparmiatori che prelevano dal conto deposito prima del termine stabilito.”

Si arriva a ben 1,1% netto.. meno male che i ricercatori stanno lavorando per rallentare l’invecchiamento, cosi tra mille anni m’intasco quello che guadagno in 1 giorno!

Smettiamola.. questa roba non si può chiamare investimento. E’ una perdita di tempo, nulla più.

E diciamocelo: se hai un patrimonio mezzo decente, hai già altri metodi mille volte più redditizi per guadagnare.

In ogni caso, se sei interessato a far veramente lavorare il denaro per te – come dicono molti consulenti finanziari che poi in pratica non sanno suggerirti nulla di decente – allora investi (questa volta seriamente) applicando qualcosa all’avanguardia.

Sai perché un conto deposito rende briciole mentre un investimento diretto in NPL ti moltiplica il patrimonio?

E’ semplice: con il conto non alzi un dito per guadagnare, aspetti che aumenti solo col passare del tempo; di contro, l’investimento NPL è frutto di un lavoro difficile è impegnativo.

Però il bello degli investimenti fatti con NPL Advanced è che in realtà tu non devi comunque alzare un dito, perché me ne occupo io! 

Tu devi solo aspettare e INCASSARE, con la differenza che incassi DA SOGNI e non qualche misero centesimo.

Fonte: WallStreetItalia.com

LE VENDITE DISPERATE. NO, REGALI!

Regali

E’ ora di parlare di numeri seri sugli NPL. Con l’occasione, introduco una fonte di informazioni mai menzionata prima d’ora sulla gazzetta: LETTERA43.

Cosa potrebbe avere da dirci sugli NPL questo sito relativamente oscuro?

In realtà questo articolo è richissimo di informazioni critiche, partendo già dal primo paragrafo.

Infatti ricordano alcuni dati chiave da sapere sul mercato NPL (che tu già conosci se segui la gazzetta):

  • le banche italiane hanno ancora €125 miliardi di NPL da smaltire
  • la banca centrale europea (BCE) vuole che finiscano di smaltire entro il 2026
  • l’anno scorso sono stati ceduti più di €100 miliardi di NPL con circa 400 operazioni

Ma se queste erano statistiche che già ti avevo detto più volte, LETTERA43 continua con dei dettagli succulenti che non ti ho mai presentato interamente:

“Cominciamo dalle due big. UniCredit ha chiuso il 2018 con le esposizioni deteriorate nette scese a 14,9 miliardi (-6,2 miliardi di euro) con un rapporto di copertura del 61%.

[..]

Il portafoglio di crediti dubbi è stato ceduto al 13% del valore nominale.

Seconda sulla lista? Intesa.

“Ha fatto meglio Intesa Sanpaolo, che ha ceduto [..]  10,8 miliardi nominali di sofferenze, per un totale di 3,4 miliardi di euro, una cifra pari al 28,7% del valore nominale degli Npl ceduti.”

(fai finta che le parole non si ripetono troppo)

Al terzo posto, la Monte Paschi di Siena, famosa per un affare di ben €24 miliardi in un colpo solo l’anno scorso..

“Passando a Mps, anche in questo caso bisogna risalire a fine 2017 con la maxi operazione da 24 miliardi di Npl cedute al 21% del valore nominale. Il portafoglio è stato dato in gestione a quattro società: Credito Fondiario (6,2% del totale), Italfondiario (31,2%), Prelios Credit Servicing (4,5%) e Juliet (58,1%). “

Infine sull’elenco di LETTERA43 c’è anche BPM:

“Lo scorso dicembre, invece, Banco Bpm ha approvato la cessione di 7,8 miliardi di Npl a Elliott International e a Credito Fondiario, con la facoltà di ridurre lo stock a 7 miliardi. I due hanno offerto di acquistare il portafoglio crediti a un prezzo minimo pari al 21% del valore nominale.

Come vedi caro mio, e come ti ho sempre detto, è facile che i creditori svendono pacchetti di NPL al 20-30%, o anche meno.

Capisci quindi che c’è ENORME margine d’investimento quando i crediti scambiano mani a cosi poco prezzo.

Chiaramente non è un caso o un errore da parte del sistema bancario che vengono quasi regalati.

I possessori di questi NPL – che sono come delle vecchie granate che possono esplodere se non sai maneggiarle – sono costretti a sbarazzarsene il prima possibile.

Non possono permettersi di perdere tempo cercando di negoziare prezzi favorevoli o di gestirli alla vecchia.

Non hanno molte alternative.

Provano a pignorare gli immobili, venderli all’asta e recuperare tutti i quattrini? Neanche nei loro migliori sogni!

Grazie alla legislazione che protegge il debitore, il sistema giudiziale poco efficiente, e le numerose spese necessarie, è impresa ardua: procedendo cosi, in media ci mettono 5 anni e recuperano solo un quarto del valore originale del credito.

Se qualcuno si offre per comprare i crediti, il discorso cambia in tempo zero: le banche passano dal piangere al baciare piedi.

Ti riportavo poco fa che Intesa ha ceduto quasi 11 miliardi; internamente, lo ha fatto nel contesto di un progetto chiamato FINO; stava per Failure Is Not an Option, ossia il fallimento non è un’altternativa.

Passiamo la palla a tutti i costi!

Fonte: LETTERA43

AMORE E ODIO?

Amore e odio

Adoro i titoli con parole che pungono o stuzzicano la curiosità (a patto che non siano acchiappa-click, in tal caso ignoro e non te ne parlo per proteggerti).

Mi piace moltissimo questa affermazione di apertura del dott. Marco Mattei su WallStreetItalia:

“Da sempre considerato, assieme all’oro, un bene rifugio per antonomasia, il mattone ricopre ancora oggi un ruolo centrale nelle scelte d’investimento degli italiani. Sappiamo tutti quanto conti e sia importante in Italia la casa. Nel mondo non sono molti i paesi che hanno un rapporto col mattone stretto come il nostro.”

Ben detto!

Ma qual è la notizia?

In realtà è un discorso rilevante sull’immobiliare in generale, con l’autore che fa presente anche il calo generale dei prezzi degli immobili dal 2007-2008 ad oggi.

Su questo non c’è da sorprendersi, si sa che la crisi passata ha avuto i suoi effetti e di conseguenza questi grafici “colpiscono”.

Potresti credere che con questo crollo pazzesco e continuo dei prezzi, con questa distruzione sterminabile, non c’è più spazio di manovra per investimenti minimamente fruttuosi, men che meno roba avanzata come NPL.

Niente di più sbagliato!

E’ una estremamente diffusa ed estremamente falsa convinzione che si può guadagnare solo quando “le cose salgono”.

Ti diro di più: gli anni scorsi non inibiscono le operazioni NPL attuali, anzi ALIMENTANO quello che facciamo oggi.

La crisi è stata come benzina sul fuoco per il boom di crediti deteriorati e ora ci sono triliardi (copyright © Dottor NPL) di sofferenze che si traducono in opportunità d’investimento mai viste prima d’ora.

Soprattutto, per chi sa fare non esiste crisi!

Fonte: WallStreetItalia.com

APPETIBILE

Bistecca

Ti faccio passare a una storia più leggera, o perlomeno una che non suscita stati di shock o agitazione estrema.

Anche questo articoletto inizia con una frase che mi piace molto:

“Il mattone è sempre in cima alla lista dei desideri degli italiani e le compravendite immobiliari ad uso investimento crescono negli ultimi anni.

Questo è verissimo, in primo luogo grazie alla cultura italiana. Noi siamo un popolo di persone che COMPRANO CASA E STOP.

C’è nessuno che cresce dicendo “io mi faccio una vita senza avere un tetto a nome mio”.

Non mi chiedere di parlarti di storia e spiegarti come mai siamo arrivati a questa situazione. E’ cosi.

WallStreetItalia sintetizza uno studio di Tecnocasa per mostrare le città che più hanno attirato investitori ultimamente (me compreso? continua a leggere per scoprirlo!).

“[..] a guidare la classifica delle metropoli con il maggior rialzo della percentuale di acquisti ad uso investimento – passati dal 28,9% del 2014 al 40,9% del 2018 –   è Napoli.

Questo è interessante, molti avrebbero pensato in prima battuta a Milano (vedi sotto), ma non a Napoli. Ma la città del sud è probabilmente destinata a rispettare questo trend per anni a venire.

L’autrice aggiunge:

“A seguire in seconda posizione troviamo Milano dove dal 2014 al 2018 le transazioni di abitazioni da mettere a reddito sono passate dal 15,3% a 26,4%. Nel dettaglio le percentuali più elevate di acquisti ad uso investimento si registrano in centro (40,0%) e nelle aree di Lodi-Corsica (44,1%) e Stazione Centrale-Gioia-Fulvio Testi (30,0%).”

Niente di strano per quanto riguarda la capitale dell’economia.

Forse un pelo sorprende Verona, che secondo le conclusioni di Tecnocasa si posiziona al terzo posto (30,8%)

Fonte: WallStreetItalia.com

LASCIAMO STARE

Affaticante

Mutui.it, il portale dedicato ai.. rullo di tamburo.. mutui, analizza quanto costa gestire una casa di proprietà annualmente.

Risposta? Circa €11.304 in media.

“Le famiglie italiane spendono in media 942 euro al mese per la casa. Vale a dire 11.304 euro all’anno per proprietà e gestione dell’abitazione principale. Un costo che comprende le rate del mutuo, le utenze domestiche (energia elettrica, gas, acqua), le spese condominiali, le manutenzioni e la tassa rifiuti. Ma le cifre differiscono sensibilmente sul territorio: a parità di caratteristiche dell’immobile, al Nord le famiglie pagano mediamente il 20% in più che al Sud e sulle Isole. Mentre a livello di singole città è Roma a guidare la classifica, con 1.219 euro al mese, ossia 14.628 euro annui.”

Questo dato è molto utile da sapere.

Vorrei dirti che non è trascurabile se hai intenzione di investire in immobili con l’obbiettivo di possederli a lungo termine.

AVERE EQUIVALE A PAGARE!

C’è modo di ricavare profitti con gli immobili alla grande anche senza tenere le chiavi, quindi perché farlo?

Sappi che tramite investimenti diretti in NPL non devi sostenere costi inutili perché un’operazione si conclude nel giro di mesi!

Fonte: Mutui.it

PASSA PIU’ TEMPO, ARRIVANO PIU’ RISCHI: HO LASCIATO ALLA FINE LA PARTE PIU’ INTRIGANTE DELLA DOSE DI NOTIZIE NPL 19 MAGGIO 2019

Agitazione

Concludo la porzione di notizie con un ultimo pezzo di WallStreetItalia, in merito ad un punto che non è di poco conto.

Te lo avevo già accennato qui sulla gazzetta, ne approfitto per rinfrescarti e aggiornarti la memoria..

“Ci sono serie opportunità e valide ragioni per investire in Italia e tra queste si annovera in primo luogo il grande sforzo compiuto negli ultimi anni per sostenere le banche e ridurre l’ammontare totale dei crediti deteriorati.

QUESTA INVECE E’ AZZECATISSIMA.

*applausi*

Torniamo subito alla notizia..

“Ma le nuvole all’orizzonte sono altre. L’attenzione dell’Europa è passata dai “non performing loans” ai prestiti “unlikely to pay”, le probabili inadempienze riferite generalmente a società in difficoltà. Luigi Zingales, economista presso l’Università di Chicago, sostiene che il tessuto industriale italiano rischia di essere degradato da una cattiva gestione dei prestiti.”

Cosaaaaa?

Ricordi i famosi UTP? (definizione qua)

Sono i crediti ancora non completamente deteriorati ma che presto potrebbero diventare NPL, se trascurati.

Nonostante le banche fatichino ancora a fare piazza pulita sui bilanci e transformare la crisi di NPL in un brutto ricordo, all’orizzonte c’è già un oceano di UTP.

E questo oceano potrebbe darti un indizio su dove si sposteranno potenzialmente certi focus nel futuro..

Non aggiungo altro per ora.

Fonte: WallStreetItalia.com

Al tuo successo,
Dottor NPL.


logo Dottor NPL Dottor NPL è il primo e unico esperto sugli investimenti immobiliari NPL in Italia per privati, creatore del metodo più avanzato e redditizio NPL Advanced, nonché autore di "Come investire in NPL",  il libro di riferimento sull'argomento.

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