Notizie recenti e rilevanti del mondo NPL 16 Giugno 2019 – PRENDI IL POPCORN!

Assimila le notizie recenti e rilevanti del mondo NPL 19 Giugno 2019.

La puntata di oggi è un po’ inusuale però: sto per raccontarti tanti dettagli succulenti di una storia che si sbroglia con mille eventi al giorno. O quasi.

Beh, è a dir poco lunga e involuta.

Ma prima, facciamo il punto della situazione con le evoluzioni più pertinenti sui magnifici NPL..

SUCCESSO FUORVIANTE?

Successo fuorviante

Devi sapere che per seguire la finanza in generale in Italia, la fonte più affidabile è senza dubbio Il Sole 24 Ore.

Detto questo, filtro la grande quantità di articoli per riportati solo ciò che è particolarmente rilevante sugli NPL.

Era il 23 Maggio quando Il Sole pubblicò un pezzo chiamato Sofferenze bancarie smaltite ma restano 51 miliardi di Utp”.

Smaltite??

Detta cosi sembra quasi che la storia degli NPL è finita. Le banche hanno venduto tutto, sono stati gestiti tutti i crediti, nessuno investe più nulla.

Neanche nei loro migliori sogni!

In verità le banche:

  1. non hanno finito di fare pizza pulita sui bilanci
  2. i crediti “smaltiti” non sono necessariamente estinti, bensi la maggior parte sono solo passati in altre mani (e quindi sono ancora ottime opportunità per investire alla grande)

Il Sole diceva:

Negli ultimi tre anni il settore bancario italiano ha di fatto dimezzato lo stock di crediti deteriorati, che è sceso 341 a 189 miliardi di euro.

Grazie a circa 190 miliardi di transazioni, il rapporto tra crediti deteriorati lordi e crediti totali in un triennio è calato dal 22% al 12%. E nel contempo la copertura sui crediti malati è aumentata dal 45% al 54%.

Ciononostante, molto resta ancora da fare, in particolare nel segmento delle inadempienze probabili, i cosiddetti “unlikely to pay”: se si guarda al loro valore netto, il peso è nettamente superiore a quello delle sofferenze.

Detratte le coperture, le inadempienze sono pari a 51 miliardi contro i 33 miliardi di sofferenze che ancora giacciono nei bilanci delle banche.

Sia chiaro, le banche hanno fatto buon progresso con la loro crociata contro la piaga degli NPL.

Da qualche annetto a questa parte hanno dimezzato i crediti deteriorati che avevano in pancia, piazzando i primi.. mattoni del futuro che cercano di realizzare.

Già, un futuro dove i crediti non performanti saranno ridotti al minimo e non sarà più possibile investire alla grande.

Questo futuro – sapendo che al solito quando una banca cede sofferenze queste non vengono gestite dal buyer – è ben lontano, eh!

Quindi tieni il portafoglio aperto perché continuiamo a investire alla grandissima e coi fuochi d’artificio!

Fonte: IlSole24Ore.com

PS: io ti sto riportando solo 2 parole, il riassunto del riassunto.. assicurati di leggere per bene l’intero articolo del Sole perché è ottimo, preciso ed estremamente informazionale.

Se proprio pensi di non riuscire a dedicare quel minuto in più, sappi che spiega altresi come ogni anno solo il 15% degli UTP passano in bonis.. signori i creditori hanno ancora una strada galattica da percorrere!

FOCUS STILE LASER

laser focus

Ifis, Ifis, Ifis. Probabilmente nessun’altra società in Italia è cosi focalizzata sugli NPL come Ifis.

Vende, compra, gestisce, osserva.. Ifis lavora con gli NPL a 360°.

Da un altro articolo del celebre Sole in cui veniva intervistato il dirigente supremo della banca in questione:

[..] Resta il focus sui crediti deteriorati?

Sì, insieme al segmento imprese, sono strategici per la banca. Vogliamo migliorare la gestione e il recupero delle posizioni deteriorate. Quest’ultima attività è il vero driver dei profitti nel mondo degli Npl.

Amen, cosi sia!

Ifis come gruppo di società sta lavorando attivamente su varie iniziative di miglioramento interno, ora che alla guida c’è un nuovo amministratore delegato (Luciano Colombini), ma non molla neanche minimamente gli NPL.

Poi mi piace come Luciano colpisce perfettamente il chiodo proverbiale: “ [il recupero delle posizioni deteriorate] è il vero driver dei profitti nel mondo degli Npl.

Che cavolo ti stavo dicendo io da diversi anni a questa parte, eh?

Comunque, Ifis non scherza; i soldi che incasserai domani potrebbero facilmente arrivare da crediti NPL passati per Ifis..

 Di recente abbiamo acquisito nuove posizioni per circa 600 milioni di valore nominale. E ne stiamo valutando ulteriori 1,5 miliardi.

Fonte: IlSole24Ore.com

PS: leggi anche la storia di come Ifis si rifocalizzava sul business degli NPL

NESSUNA LUCE ALLA FINE DEL TUNNEL? IL SEGUITO.

seguito

Ti ricordi la pazzesca storia della Banca Carige? Te ne parlavo in puntate precedenti, ecco il grandioso ritorno oggi tra le altre notizie oggi NPL 16 Giugno 2019.

E’ quasi una favola, ha dell’incredibile, del folle, dell’assurdo, del.. triste.

Beh, per come si sta sviluppando è più interessante del miglior film dramma che ho mai visto!

Ma forse per qualcuno tutto questo disastro  è una grande opportunità d’oro.. sai, laddove c’è distruzione si può ricostruire e trarne beneficio.

Ecco gli sviluppi dei giorno scorsi..

2 Aprile: il salvataggio di Carige si prevede complicato

Era quasi un pesce d’aprile, invece no era tutto vero. Il secondo giorno del quarto mese, WallStreetItalia riportava:

Colpo di scena nel dossier Carige. A dispetto delle ultime indiscrezioni, il superfavorito nell’operazione di cessione, il fondo americano BlackRock si dice fuori dai giochi.

Lo riporta oggi Il Sole 24 Ore secondo cui Andrea Viganò, responsabile per l’Italia dello stesso fondo statunitense, avrebbe puntualizzato che il colosso americano, se compra, compra “altri asset manager o tecnologie”. Banche quindi fuori.

Nei giorni scorsi era emerso l’interesse del gruppo di investimento statunitense che, secondo le indiscrezioni, stava lavorando ad una offerta proprio per Carige supportato da un piano che punta soprattutto a sfruttare le potenzialità di Banca Cesare Ponti. Ora la rinuncia apre le porte all’altro soggetto in lizza, il fondo Varde ma anche questo pare frenato.

Il quotidiano di Confindustria infatti cita fonti che “segnalavano come anche per il fondo che ha sede nel Minnesota risulti difficile procedere con una proposta per la banca”. Il 15 aprile è il termine ultimo fissato per la presentazione delle offerte degli investitori interessati alla banca ligure. Chi si presenterà?

Insomma, la nave si stava avvicinando al proverbiale fondo come il piombo e quei pochi interessati al salvataggio erano a dir poco irrequieti!

Al tempo stesso i giorni erano contati per l’amministrazione della banca, infatti la notizia aggiungeva che la Banca Centrale Europea aveva dato tempo ai dirigenti solo fino al 30 Settembre 2019.

Guarda cos’è successo nei giorni successivi..

24 Aprile: svolta miracolosa?

Come nei migliori film di Hollywood, verso la fine d’Aprile si intravedeva all’orizzonte una potenziale svolta inaspettata per la banca in sofferenza..

Potrebbe arrivare presto la svolta per il salvataggio di banca Carige, posta in amministrazione straordinaria all’inizio dell’anno dopo che il principale azionista, Malacalza Investimenti, ha bloccato l’aumento di capitale previsto, facendo deragliare il piano di mercato per salvare la banca.

Scrive Il Sole 24 Ore che le banche aderenti allo schema volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fidt), che nei mesi scorsi avevano sottoscritto un’obbligazione da 320 milioni di euro per la banca ligure, sarebbero pronte a convertire il loro bond in azioni.

La questione verrà discussa sul tavolo del fondo il prossimo 6 maggio, giorno in cui si riunirà il consiglio. Un tassello importante quello della conversione del bond anche se obiettivo del fondo, ricorda il quotidiano economico, resta quello di non assumere il controllo della banca ma di rimanere sotto il 50%.

“La conversione del Fondo interbancario resta uno dei passaggi necessari, premessa fondamentale ma non sufficiente al salvataggio della banca genovese”.

Un’evoluzione davvero interessante questa, un po’ di luce verso la fine del tunnel per una volta.. la storia stava per finire felicemente?

9 Maggio: nuovo giorno, nuova delusione

Dopo news apparentemente positive, saltano fuori ancora intoppi:

Colpo di scena nel caso Carige. Secondo quanto riporta la Repubblica, il fondo BlackRock si sarebbe ritirato dalla partita per il salvataggio della Banca Carige, mettendo così in forte in difficoltà l’istituto ligure.

L’indiscrezione è stata confermata in mattinata da una comunicazione dei commissari della banca, che specificano che il fondo “ha ritenuto di non dare ulteriore corso alla sua iniziale manifestazione di interesse”.

“I commissari di Carige comunicano che, al termine di un articolata fase preparatoria nell’ambito della quale si inquadra la delibera del Consiglio di Gestione dello Schema Volontario di lunedì 6 maggio, il fondo Blackrock ha ritenuto di non dare ulteriore corso alla sua iniziale manifestazione di interesse”, afferma nello specifico la nota diffusa dalla banca ligure.

Proseguono le valutazioni riguardanti ulteriori soluzioni di mercato finalizzate ad assicurare stabilità e rilancio di Banca Carige – si aggiunge – Restano, in ogni caso, ferme le previsioni del titolo II del DL 8 gennaio 2019 che consentono l’eventuale avvio dell’iter per la richiesta di ricapitalizzazione precauzionale al Ministero dell’Economia”.

Mannaggia! Stando sempre alla notizia, BlackRock avrebbe deciso di lasciar perdere perché l’affare sembrava troppo rischioso a loro.

Che dire, sicuramente non sarebbe stata una certezza! Ma la storia non finisce qui..

10 Maggio: sorprese!

Era ancora presto per festeggiare in casa Carige, ma il giorno dopo – 10 Maggio – scendevano sul campo nuovi giocatori!

Dopo il fallimento delle trattative con BlackRock, spuntano altre opzioni sul tavolo dei commissari per il salvataggio della banca ligure Carige.

Secondo indiscrezioni riportate oggi da La Stampa:

“Si parla di tre soggetti, altri tre fondi stranieri che sarebbero in regime di due diligence con la banca. Con questi interlocutori ci sarebbe già stata una condivisione dei numeri del piano di ristrutturazione preparato dai commissari: lo sviluppo della trattativa con Blackrock aveva in qualche modo sterilizzato queste possibili alternative, ma la rinuncia del fondo americano offre ai commissari la chance di rimetterle in gioco”.

Non si sapevano i nomi di questi fantomatici fondi stranieri, però erano dei nuovi raggi di speranza che illuminavano il percorso roccioso di Carige.

14 Maggio: la speranza c’è ma è accompagnata da incertezza

Un ulteriore aggiornamento pubblicato solo 4 giorni dopo da WallStreetItalia dice:

Resta tutto da definire il futuro della Banca Carige dopo il ritiro del fondo Usa BlackRock nel piano di salvataggio.

Secondo quanto affermato da Carlo Messina, AD di Intesa Sanpaolo, in in un’intervista a ‘la Repubblica’ l’istituto ligure non può diventare la banca di Fitd, serve un partner strategico per il controllo della banca, privato o anche pubblico, “come in Germania, Gran Bretagna e altrove”.

“Se il Fitd entrerà [nel capitale di Carige] sarà solo una soluzione transitoria, poi serve un partner strategico al 51%”, commenta Messina.

Ieri alcune fonti hanno riferito che il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi non può coprire l’intera necessità di capitale di Carige, in quanto può solo intervenire in una ricapitalizzazione della banca genovese nell’ambito di un più ampio piano di salvataggio che coinvolga altri investitori.

Dava il suo giudizio e la sua opionione pure l’agenzia di rating Moody’s: secondo loro Carige avevano ancora alcune chance di soppravvivenza, in particolare un’eventuale fusione con un partner in gamba.

Però se ci sono stati elementi che hanno scoraggiato BlackRock, era difficile per altri investitori trovare motivi buoni per agire..

16 Maggio: la pietà della BCE!

Quando una struttura importante o comunque di certe dimensioni è in crisi, il mondo cerca comunque di offrire qualche aiutino.

Ecco che la BCE ha poi avuto pietà, dando più tempo a Carige (anche se in quel istante non si sapeva quanto).

La Reppublica scriveva:

Bce concede a Carige altro tempo per proseguire la trattativa e trovare un alleato. Alla scadenza dei termini concessi inizialmente da Francoforte, il 17 maggio, non si è arrivati alla “business combination”.

A questo punto Bce si trovava davanti a un bivio: azzerare tutto e aprire di fatto alla soluzione pubblica, con la nazionalizzazione consentita dalla legge di gennaio, oppure concedere altro tempo per negoziare.

La scelta è caduta su questa seconda opzione, come peraltro si ipotizzava già da qualche giorno. Non ci sarebbero, almeno per il momento, indicazioni temporali.

23 Maggio: BONUS

Si, addirittura!

Si lavora all’aggregazione con una banca minore per far emergere crediti fiscali fino a 700 milioni e salvare così la banca.

A favorire le aggregazioni, un emendamento della Lega al Dl crescita pensato per la Popolare di Bari ma che ora si vuole usare per Carige. Il nodo degli aiuti di Stato e la trattativa con Bruxelles

Verso fine Maggio quindi pareva che il futuro di Carige sarebbe stato potenzialmente felice.
Tuattavia, altre agenzie di stampa non perdevano tempo a ricordare che se le cose dovessero andare storte, la banca dovrà fare la procedura di liquidazione.

Avanti veloce di altri 5 giorni..

28 Maggio: spunta BPER, ma l’interesse è serio? non si sa ancora..

Può essere chiamata malapena una notizia, ma in un breve paragrafo WallStreetItalia svela un nuovo nome:

L’ad di Unipol, Carlo Cimbri, ha citato una vecchia conoscenza [..] per eludere una risposta circa il possibile intervento del gruppo da lui guidato in un’eventuale acquisizione di Carige da parte di Bper [..]

Non si sapeva però altro; continua a leggere..

4 Giugno: ahhh qualcuno non scherza!

Ecco:

Il titolo Bper cresce dell’1,34% a 3,40 euro, durante la seduta di martedì, sulla scia delle indiscrezioni di stampa che vedono l’istituto fra gli interessati al dossier Banca Carige. Il rialzo è in linea con la giornata positiva di Piazza Affari.

Appare evidente che BPER sta valutando seriamente l’acquisto di Carige; ma le cose positive non finiscono qui per la banca in crisi, perché iniziavano a dimostrare potenziale interesse anche nuovi fondi, come l’americano Helmann & Friedman di San Francisco.

Che dire, intrigante l’attuale situazione..

Da un lato, molti vedono Carige come una patata talmente bollente che si scotterebbero anche solo avvicinandosi. Quindi stanno lontani come se fosse la peste.

Dall’altro lato, c’è chi si sente lungimirante e valuta un potenziale acquisto o altre operazioni strategiche per intervenire e trasformare il contesto in qualcosa di lucrativo.

Cosa succederà secondo me? Non lo so, è tutto da vedere.

E’ da vedere se qualcuno preme veramente il grilletto e va in porto coi propri piani, e’ da vedere che piani hanno nel dettaglio.

Ti racconterò di sicuro come va a finire, a riguardo non scriverò pezzi dedicati ma magari ti aggiorno con due righe su base mensile.

Fonti: WallStreetItalia.com, WallStreetItalia.com, WallStreetItalia.com, WallStreetItalia.com, WallStreetItalia.com, LaRepubblica.it, Corriere.it, WallStreetItalia.com, WallStreetItalia.com


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logo Dottor NPL Dottor NPL è il primo e unico esperto sugli investimenti immobiliari NPL in Italia, creatore del metodo più avanzato e redditizio NPL Advanced, nonché autore di "Come investire in NPL",  il libro di riferimento sull'argomento.

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